venerdì 14 giugno 2013

TAMIGI IN FESTA

è un giorno di festa
scarpe diverse
con suole di cuoio di gomma di pelle
scarpe di tela con sopra le stelle
sali un pò sopra 
e comincian le vesti
a scacchi
a strisce
a pallini
di tutti i colori
ma sopra ogni forma
esplodono i fiori
e queste si muovono
al ritmo di festa
lento veloce
alcune scappano via
e se stai bene attento
ne percepisci la scia
(a Londra con Lollo, settembre 2010)

martedì 28 maggio 2013

lunedì 27 maggio 2013

INCONTRI 10: LA FORMICA

una formica entrò silenziosa nel gelato alla fragola: come fece non lo so... 
ci pensai mentre la guardavo fare i tuffi nel rosa dolce e vivace, immergersi e riaffiorare con le antenne sporche di gelato...
poi mi venne in mente che stava trascorrendo un momento meraviglioso, indimenticabile, un'avventura unica da raccontare alle antenne incredule delle sue amiche, lasciandole a mandibole aperte!
Cavoli, aspettai ancora un pò e poi la raccolsi tra le onde di gelato, con un pezzetto di cono a forma di zattera di salvataggio e la deposi nell'erba di una aiuola, insieme al carico ed al natante, perchè il suo racconto fosse più credibile.
Le formiche sono coraggiose anche da sole

giovedì 16 maggio 2013

INCONTRI 9 - PARTE 2: ILFOGLIO BIANCO

 ...l'ho sentito, mentre chiudevo la porta per andarmene, che mi supplicava di non lasciarlo solo: NON ANDARE VIA! ALMENO TOGLI L'UNICIGLIO...
Ma ho fatto finta di non sentire e sono sceso in paese.
Alla sera, ho preso la matita ed ho fatto due disegni a caso che ho tenuto e che poi ho ritagliato in stencil per le copertine.

Gli sposi? Buio totale: i visi rimanevano due ovali bianchi senza forme dentro. 
Ma li ho disegnati ugualmente, immaginando le descrizioni che mi hanno fatto e il risultato, se non altro, farà ridacchiare i bambini quando metteranno le loro dediche sul libretto che ho messo insieme, riempiendo tutto quel bianco che non sono riuscito a disegnare.

.




lunedì 13 maggio 2013

INCONTRI 9: UNA VECCHIA CONOSCENZA...

devo fare un disegno...
mi hanno chiesto: ci fai un disegno per il matrimonio del maestro dei nostri bambini?

figurati se dico di no!
Me lo hanno chiesto la settimana scorsa e in quello stesso istante mi è venuta l'idea:
due sposini che escono dalla pagina, però non vestiti, ma neanche nudi, in mutande e canottiera lui e in sottoveste lei, da vestire, con vestiti tipo quelli li sotto che ho usato per camuffare il polpo, il calamaro, la seppia e il riccio durante la loro fuga dalla pescheria.
Semplice, mi sono detto: tre vestiti: uno da matrimonio delle caverne in pelle di muflone zannuto detto anche mammut, uno da matrimonio classico e l'ultimo... ci avrei pensato in corso d'opera.




C'ho tempo... domenica faccio tutto in due o tre ore.
Ma non ho fatto i conti con lui!
E' una conoscenza che mai avrei pensato di incontrare ancora sulla mia strada e credo che molti l'abbiano incontrata, soprattutto a scuola.


 Ore 8,15: foglio protocollo a righe, immacolato sul banco, con astuccio e vocabolario là sull'angolo; tre temi alla lavagna: pronti, attenti, VIA!
Ore 9,45: foglio protocollo a righe, immacolato sul banco, cappuccio della bic nera completamente informe tra i denti, la tua compagna di banco che scrive come un'ossessa... si ferma ogni tanto guardando la parete, come se da là sgorgassero le idee, tanto che perdi un pò di tempo cercando di capire dove cazzo guarda quella secchiona: il punto esatto della parete per poterne prendere un pò anche tu, ma non riesci perchè sei trascinato a forza dentro quel bianco immacolato, dentro quel foglio a righe che ti imprigiona e si insinua nella tua mente con un bianchetto a pennello e piano piano comincia a sbianchettare qua e là e solo quando arriva al senso del tempo che passa inesorabile ti accorgi: acc , mancano 15 minuti alla campanella...
IL FOGLIO BIANCO ha colpito ancora.
Ma non c'è più tempo e quel poco viene travolto da immagini senza senso, come una mucca sui ponteggi: e perdi tempo a chiederti che cavolo ci sta a fare una mucca là sopra? come ha fatto ad arrivarci? ma soprattutto, il muratore cosa starà pensando?
IL FOGLIO BIANCO è subdolo.
Oggi, pieno d'entusiasmo, l'ho steso sul tavolo, ho messo la musica a mezza palla, mi sono seduto e...
lui è tornato! L'unica differenza è che il bianchetto che usa è quello a chiocciolina.



Mentre lo guardavo ha aperto gli occhi e mi ha detto: è un sacco di tempo che non ci vediamo, bello! ti sono mancato? Bene, mi sono detto, prende anche per il culo.
Questa volta non ti salva neanche il cappello da gnomo pensatore...
Vabè, sarà come dici tu, gli ho risposto, non farò gli sposini, però a te ti concio un pò. 
Per cominciare gli ho messo gli occhiali, il naso e i baffi alla Groucho Marx e poi sono uscito a fare due passi, lasciandolo solo in casa...




lunedì 29 aprile 2013

PENSIERI

ECCOLA
LUMINOSA E BELLA
CON LA CHIAPPA RIVOLTA A PONENTE
MI SORRIDE
ED IO LE SONO GRATO
PENSO AI FRATELLI
PENSO ALLE SORELLE
AI LORO PENSIERI
GEMELLI DEI MIEI

DUE COSE IN COMUNE
SICURO LE ABBIAMO
SIAMO DISTANTI
E IL NOSTRO SGUARDO
S'INCONTRA LASSU'

giovedì 11 aprile 2013

INCONTRI 8: IL RATTON

 ECCOLO... 
è Balù e non bisogna lasciarsi ingannare dalle apparenze... è un predatore domestico dei più implacabili.
E' il meraviglioso gatto albino di Lollo, che talvolta viene a farmi visita giusto per ribadire che anche in casa mia lui entra ed esce quando gli pare...
beh, a volte sono io stesso che lo prelevo e lo chiudo in casa, quando ho il sospetto di avere ospiti non graditi e spero che il suo vagare ed i suoi odori convincano questi inquilini abusivi a far le valigie...
Qualche tempo fa l'ho visto trafficare con una vecchia teiera e mi sono  detto: ????????????
poi, sempre più curioso l'ho chiesto a Balù. Un giorno, mi rispose, ho conosciuto un genio che viveva in una vecchia teiera di porcellana; aveva la testa                      
 talmente grossa che ogni volta che usciva a prendere una boccata d'aria gli rimaneva deformata per un'ora...
Cosa c'entra?
Niente, era solo per giustificare il tappeto volante e aggiungere qualche cazzata.
Comunque il genio o meglio la teiera non l'ho più vista, ma in compenso il tappeto ormai, è nella dotazione di caccia del felino bianco.
Mmmmmmh, ah, si l'incontro... belin, l'altra sera ero assorto sul divano quando sento Lollo urlare; non faccio in tempo ad alzarmi che, con gran fracasso, esce dal bagno sbattendo la porta; che c'è? gli chiedo; papà c'è Balù, mi risponde, con un gran coso grigio in bocca... un topo enorme. Belin, Lollo, Balù è qui! Te lo giuro, un topo gigante... Balù, rivolgendomi al gatto che ormai si era acciambellato sul divano, il topo? invece di farli uscire, li porti in casa?... 
Piano piano, ho aperto la porta del bagno e lui (non un topo ma un gran RATTON) era nell'angolo probabilmente terrorizzato: belin, mi verrebbe da dirvi com'era grosso, alla maniera dei pescatori, tanto era grosso; mi volto verso Lollo e lui mi porge scopa e paletta: non ci penso nemmeno, gli ho detto, che faccio? entro e gli chiedo: scusi signor Topo vorrebbe gentilmente salire sopra la catapulta paletta e provare il brivido del lancio libero fuori dalla finestra? non credo che accetterebbe... Allora siamo usciti per cercare una tavola e dall'esterno l'abbiamo infilata nel bagno per indicargli la via di fuga... ha funzionato. Il Ratton dopo mezz'ora si era dileguato. Lollo, dov'è Balù? Voleva uscire e l'ho fatto uscire, mi ha risposto. Chissà com'è andata?
opzione 1: il Ratton è corso via dai suoi, raccontando la sua avventura, di come è fuggito e di come sono buffi e imbranati quelli che vivono nella casa storta, sconsigliando però la zona, per la presenza di un diavolo bianco vestito da gatton;
opzione 2: Balù ha intuito le nostre mosse ed è uscito per un secondo agguato al povero Ratton che si credeva in salvo;
opzione 2 bis: Balù ha intuito le nostre mosse ed è uscito per un secondo agguato al povero Ratton che si credeva in salvo, ma il Gufon è stato più veloce del Gatton;
Beh, se così fosse, il paradiso dei Ratton non è niente male, tutto sommato...

martedì 2 aprile 2013

COMPITI DELLE VACANZE






















Sapete?... è bello seguire il proprio bambino nei compiti e nello studio... 
... piacevole...
soprattutto quelli delle vacanze!
M A L E D E T T I (compiti) - I L D M A E E T T



sabato 26 gennaio 2013

CORTECCE CURIOSE

Le cortecce sono curiose di natura.
Chissà quante volte ti sarà capitato di sentirti osservato in un bosco, in un parco, in un sentiero e di guardarti attorno e non vedere anima viva: sono le cortecce che ti guardano curiose! E appena ti volti per indagare sul perchè di quella sensazione, loro chiudono gli occhi e la bocca, perchè magari, ti stavano facendo una boccaccia.
Come l'ho scoperto?
Qualche anno fa, mentre mi aggiravo nel terreno per valutare quale albero dovesse accogliere la casetta di Lollo, mi sono avvicinato ad un ulivo piuttosto anziano che, a mio avviso aveva una struttura abbastanza possente, quando tra le rughe della sua corteccia si sono aperti due occhi e con voce irritata mi ha detto: non pensarci nemmeno! avevo un martello e un chiodo del sette tra le mani: il martello mi è caduto sull'alluce e il chiodo non l'ho più trovato e non sono riuscito nemmeno a dire AHIA!
Rimasi silelzioso tutto il giorno; pensavo a quello che mi era accaduto: dovevo chiedere, ma soprattutto non dovevo presentarmi con martello e chiodi. 
Poi la casetta l'ho costruita sul ciliegio "wang", ma senza piantare un solo chiodo sul suo tronco e sui rami: il maggio successivo era stracarico di ciliege: non ne aveva mai fatte! 
Che c'entra la storia della casetta sull'albero? c'entra perchè, anche se mi piace saltare di palo in frasca, tra albero e corteccia, o meglio tra il legno e la corteccia c'è il libro e il libro è il nesso. Che ase! (io)
Ogni volta che passeggio sulla spiaggia e mi capita di trovare una corteccia, la raccolgo e la porto a casa e la tengo un pò lì; poi la metto sopra un legnetto e lei apre gli occhi e mi guarda curiosa e non smette più di farlo: chissà magari è contenta o magari mi manda a cagare, ma credo più la prima.
E queste due cortecce, la civetta e l'allocco, le ho messe sul rametto per portarle a Frida, oggi, che è il suo primo compleanno.
Là staranno meglio.












giovedì 24 gennaio 2013

L'APE E LA COCCINELLA


 gobbo storto e affranto
calvo e triste triste tanto
la gente ride per le strade
è chiaro
è festa
è carnevale
ma lui è triste
non sa chi sia
l'ha dimenticato
ha visto il suo riflesso
e non si è riconosciuto





facce buffe colorate
s'incontrano scherzando
in aria volano nastrini variopinti
è carnevale

una bimba
vestita da ape maia
si ferma interessata:
lo sai che la tua giacca
è proprio bella?
sembri la mia amica coccinella!

quella frase
cancellò tutta la tristezza
come se la bimba
gli avesse fatto una carezza
e gli venne in mente
che anche lui come la gente
si era mascherato
che la sua vera identità
l'aveva disegnata sulla mantella:
era una meravigliosa coccinella.
si tolse la maschera
e volò via


domenica 13 gennaio 2013

SERAFINO detto SE


sono buono certo
e in padella
ancor di più

e un giorno 
che voglio dimenticare
una forza strana
mi ha trascinato sin lassù





Se era un bravo predatore...

sabato 12 gennaio 2013

RETTANGOLI

dipingo un rettangolo
e sopra un rettangolo
e un altro rettangolo ancora
con il carminio
l'indaco
e il giallo
ed altri colori scelti un pò a caso
sono figure tracciate sul muro
che si sovrappongono
e un pò si confondono
e fanno amicizia
e parlano
e ridono
come fosse una festa
la logica è questa
se la si vuole cercare
ma è meglio lasciarla
a chi non riesce a vedere

ora il muro è contento
e non si sente più solo
e chissà che domani
il pennello mi chiami
per vibrare di nuovo
tra le mie mani


lunedì 7 gennaio 2013

LE BEFANE

ho scoperto di recente
benché sia un pò diffidente
che s'incontran donne strane
che nel cuore son befane

per molti certo è cosa vana
non esiste la befana!
ma lei esiste per davvero
io le vedo, son sincero

negli occhi splendono due stelle
gentili calde proprio belle

e quando lassù le vedi volare
non le puoi più dimenticare

domenica 30 dicembre 2012

INCONTRI 7: SPETTATORI

Qualche notte fa, i cinghiali hanno arato tutto il terreno attorno alla mia casetta: non si sono dimenticati nemmeno della terra sotto le "ciappe" del sentiero. Niente da dire, sono stati metodici, sistematici, professionali, tanto che , qualche giorno dopo, ho deciso di mettere le fave. 
Ieri notte c'era la luna che faceva giorno e sentivo, dalla sera, rumori sospetti provenire dal boschetto qui accanto: mi sono tornati alla mente i "rumoren sospetten nella notte" delle sturmtruppen e chiaramente, mi sono  insospettito.
Di nuovo no! che vadano a mangiare da un'altra parte.
E allora uscivo di tanto in tanto, a fare una ronda, armato fino ai denti con il flauto dolce di Lollo.
Il terreno, illuminato dalla luna, sembrava un giardino... non vi parlo d'incanti e d'ombre danzanti dai piedi degli alberi, anche se era proprio così: e per questo, nonostante il freddo becco, provavo piacere ad uscire con la scusa della ronda anti ungulato.

Era forse la quarta uscita della serata quando, intonando una improbabile primavera di Vivaldi (vaghi ricordi), ho avuto la sensazione di non essere solo... un brivido cinghialesco mi ha percorso la schiena ed ero quasi certo che voltandomi, avrei visto due candide zanne impiantate in centocinquanta chili di mamma cinghialessa... invece, sopra un alberello spoglio, si erano radunati un sacco di spettatori buffi e strani: una civetta nana, due civette comuni, un gufo, un allocco e sulla cima un tordo ed un merlo, probabilmente svegliati dalle mie esibizioni: mi fissavano come io, in quel momento fissavo loro e allora ho continuato lo spettacolo. 
E' stato emozionante, ve l'assicuro.
Poi mi è venuta un'idea: hei, gli ho detto, aspettatemi lì, non andate via! e sono corso alla baracca a prendere la moto sega; che ase... volevo tagliare quell'alberello e portarmelo in casa con tutti loro sopra. Allora ho posato l'attrezzo ed ho preso la macchina fotografica: meglio.
Sorridete, ho detto a quel gruppetto... e li ho fotografati






giovedì 27 dicembre 2012

mercoledì 12 dicembre 2012

LA CATENA ALIMENTARE



molto spesso sotto costa
si commettono delitti
aguglie e sgombri in frenesia
che si mangiano bianchetti








il grosso guaio è che non sanno
che affamato più di loro
per cercare il suo ristoro
un gran pesce ha perso il sonno


brama carne fresca e cruda
il temuto barracuda
ad  un tratto  esplode il mare
schizzi spruzzi e fuggi via
sembra un gioco in allegria
la catena alimentare
i

sabato 1 dicembre 2012

PHALACROCORAX CARBO

c'è un uccello che come il gabbiano
è un esperto nuotatore
di mestiere è pescatore 
e fa di nome cormorano

ecco arriva in gran planata
per farsi un bagno e una nuotata
poi d'un tratto lui scompare:
è sott'acqua a cercarsi da mangiare

chissà poi cosa succede
tra quei pesci poco arguti
che curiosi s'avvicinano ai pennuti
e non sanno d'esser prede

scoppia un grande parapiglia
il terrore vince meraviglia
ora sanno d'essere il pasto
di quello strano pesce con il rostro