luce

meravigliosa
attraente incantevole
ingannevole luce!
a volte la civetta è inopportuna...
QUESTO POMERIGGIO (DEVO ANCORA CAPIRE IL MOTIVO DELLE MIE AZIONI), HO PRESO LA SCALA E MI SONO ARRAMPICATO SULLA PARETE DOVE HO PIAZZATO LA MENSOLA DEGLI ILLEGGIBILI. HO CHIUSO GLI OCCHI E NE HO PESCATO UNO A CASO... IN REALTA' HO MARMELLATO, PERCHE', SENZA FARMENE ACCORGERE, HO APERTO UN OCCHIO E HO CAMBIATO IL LIBRO CON UN ALTRO, ANCORA PIU' ILLEGGIBILE... CHISSA', FORSE CERCAVO DI FLAGELLARMI.
NON ERA BALU'.
ERA... BOH... QUESTO BOTOLO, CON LE ORECCHIE BASSE CHE MI GUARDAVA DALLA SOGLIA: FAMMI ENTRARE, SEMBRAVA CHE MI DICESSE CON GLI OCCHI; E NON HA ATTESO NEMMENO CHE MI RIPRENDESSI DALLO STUPORE E QUINDI, UNA RISPOSTA, CHE E' SCHIZZATO IN CASA COME UN FULMINE, PIAZZANDOSI IN CUCINA;
DOMATTINA, GLI HO DETTO QUANDO SI E' SVEGLIATO, TI PORTO DA EMMA E STARAI CON LEI; IO NON POSSO TENERE CANI, NON PIU'.
Le avevo disegnate uno o due
giorni prima, allora forse si spiega questa storia, perché quando disegno
instauro con “lui” un rapporto intimo, a volte anche più profondo… passeggiavo
sulla spiaggia saracena, sotto un cielo piuttosto cupo, avaro d’ombre, ma i cui
chiaro scuri lasciavano spazio ai giochi delle forme. Mi piace la spiaggia
stracolma di relitti: chissà da dove vengono? Mi chiedo sempre; e in mezzo a
tronchi con la parrucca, canneti suicidi pronti al grande falò ripulitore,
scarpe e ciabatte spaiate col solo ricordo della loro ultima impronta calcata,
cercavo qualcosa senza sapere cosa, sicuramente detriti, gli ultimi, quelli che
nessuno vuole e attendono rassegnati di condividere con i canneti la stessa sorte.
Tutti cercano forme fatte e
radici col pedigri e nessuno, se non pochi noiosi esemplari di bipedi, si
curano dei detriti da fuoco della decenza e del decoro: che noia questa storia…
beh, passeggiavo sulla spiaggia, con lo sguardo rivolto a terra, come un
cercatore di funghi, quando una voce un po’ sgarbata ha detto: Hei, ase!
Aseeee! Mi sono fermato ed ho guardato attorno: c’ero solo io (una trentina di
metri più in là c’era un canemammut con la sua padroncina, intento ad erigere
un monumentale torrione di cacca con tanto di guglia a svirgolo) e intanto,
alla prima maleducata, s’era aggiunta un’altra voce più acuta: vieni qui Ase!
Fanculo, ho detto ad alta voce e loro di rimando: stai cercando noi, somaro
dalle orecchie pelose! Istintivamente mi sono toccato le orecchie, mentre
sentivo quelle impertinenti ridacchiare come due oche; mi sono avvicinato:
sotto una riccia chioma fluente di radice nonsocosè, stavano nascoste due
tavolette di legno, una un po’ bruciacchiata nel culo e loro erano lì dentro e
mi aspettavano: finalmente tanardo di un ase, ce l’hai fatta a trovarci! Tu hai
le chiappe bruciate? Ho detto alla gazza e lei: fatti i cazzi tuoi! bel
rapporto aperto, mi sono detto.
A casa le ho liberate ed ho
dovuto fare in fretta perché non sopportavo più la loro insolenza: fai questo,
fai quello, quest’altro mettilo qui e quello incollalo là… una upupa colorata e
una nera e bella gazza.
FUORI DALLA PORTA, UNA ZUCCA MI GUARDA E RIDE, COME A DIRMI: ATTENTO A TE, NEMICO DEI DENTISTI; TI CONTROLLO: NIENTE MANDARINI E NIENTE NOCCIOLE, NIENTE NOCI E NIENTE MANDORLE: MANGIATELE TU!

presi la canna in mano, piegata in due dallo sforzo, per capire
quale ostacolo avesse incontrato: ramaglie, tronchi, pietre, ogni sorta di
relitto: ma ho sentito cedere e provai il recupero lento: piano, piano per evitare
strappi.
e mentre parlavo, lui, uscito dal secchio, si muoveva sulla
barca come fosse sua; scivolava sui paioli, sino alla prua, per poi tornare
verso di me: boh, forse non m’ascoltava e cercava soltanto la via per tornare
al suo mare.
Lo indosso quando sono un pò giù di corda ed ogni volta sorrido e comincio a far boccacce (mi viene un pò di stupidera) e prendo matita e pastelli e nascono cazzate: e mi sento meglio, molto meglio. A volte lo tolgo e curioso, ci guardo dentro e capita che talvolta, esca qualcosa: l'altro ieri è uscita una salamatta che mi ha dato una bicellata sul naso: cavoli, ho sentito male! ed scappata via: però l'ho disegnata.
Tanto tempo fa, invece, dal mio vecchio basco militare (era talmente bello che me lo invidiavano tutti: quando l'ho indossato, alla vestizione, ho riso ed ho sentito che rideva anche lui: era già in forma per il mio testone e non aveva bisogno di quei trattamenti frustranti che i miei commilitoni riservavano alle loro pizze: più tardi ho scoperto il perchè) uscì lento, lento, un tartaruomo, un tipo chino con carapace, molto rugoso, il tartaruomo rugoso del cappello! sicuramente lo avrai conosciuto anche tu, perchè è in continuo viaggio attraverso i cappelli magici d'ogni luogo e d'ogni epoca; lo ricordo molto saggio anche se parlava poco, ma quel poco era incisivo; quella volta, oltre a spiegarmi il perchè fosse uscito dal mio basco, mi disse: ragazzo, meno dici e meno corri il rischio di sparare cazzate! e prese la strada dell'orto. Non lo vidi più, come non vidi, il giorno dopo, le meravigliose lattughe del nonno Bocci! Era un tipo vorace!