domenica 22 aprile 2012

INCONTRI

L'altra sera passeggiavo assorto e tranquillo, per le vie cittadine, giusto per fare quei quattro passi senza ostacoli, quando all'angolo di una via, spunta il muso simpatico di un bassethound... bellissimo! questa razza ha sempre riscosso le mie simpatie; mi sono fermato per guardarlo e per dargli la precedenza, anche se lui proveniva da sinistra.
Belin, non finiva mai! la bocca mi si è spalancata dallo stupore e dopo un istante ho sentito il tonfo del mento sulla strada: cane, cane, cane ancora cane: ma quando arriva la coda? mi sono chiesto! infine è arrivata scodinzolante pure lei: la sua coda trillante.
Teneva in bocca una fila di salamini, recuperati chissà dove e quando stava per immergersi nella via opposta, mi ha fatto l'occhiolino e lanciato uno sguardo, come a dire: che c'hai da guardare, bello? beh, credo che l'occhiolino sia stata solo una mia suggestione.
Era un cane lungo da qui a là.

mercoledì 18 aprile 2012

LA PRIMAVERA SCOPERTA

Ho perso un dente
vecchio storto
e traballante







Cosa c'è di sorprendente?
S'è ripreso in un istante!
Appena fuori dalla bocca,
il vile,
s'è nascosto
in una grotta.
Per giorni invano,
l'ho cercato
ma ormai lui
se n'era andato;
poi un bel giorno
in primavera
l'ho trovato ad una fiera
trasformato in un bel fiore:
era un dente di leone!
Ho scoperto finalmente
l'altra vita del mio dente.

sabato 14 aprile 2012

L'ALBERO DI ALICI




Sapete che sotto casa mia c'è un alicio? cos'è un alicio? l'alicio è un albero di alici!
l'ho scoperto per caso: un giorno ero seduto sui gradini e pensavo a qualcosa di buono per la cena, quando il mio sguardo è stato chiamato da un riflesso d'argento; ho guardato ed ho visto quell'alberello che brillava, illuminato dai raggi di sole.
Avete presente quelle meravigliose lucciole d'acqua, sulla superficie leggermente increspata del mare?
proprio così, brillavano i suoi rami, come ondine, con la stessa intensa intermittenza.
Curioso mi sono alzato, rispondendo a quel richiamo e mi sono avvicinato immaginando tutto quello che era possibile immaginare, in quel breve tragitto, senza peraltro riuscire a dare la risposta alle mille congetture che s'intrecciavano nella mia mente.
In questi casi, la cosa migliore è lasciarsi trascinare dallo stupore!
E così, pervaso dallo stupore, ho visto.
Potevo chiamarlo albero di acciughe oppure "erbu d'anciue", ma ho pensato che alicio o albero di alici gli attribuisse un maggiore effetto botanico.
Belin. che buone!
Come i limoni fruttifica due volte all'anno e sempre come i limoni, puoi lasciarle all'albero e coglierle nel momento in cui hai voglia di acciughe.
Ero stupito: le ho toccate, le ho annusate: erano fresche, profumate e fragranti come se fossero saltate fuori dall'acqua in quell'istante.
Quella prima volta ne colsi una dozzina insieme ad un limone grasso e succoso, che mi chiedeva da giorni d'essere colto per primo: quando lo staccai dal ramo, si levò in coro un IP IP URRA' dei suoi compagni, contenti che finalmente, la sua preghiera fosse esaudita.
Mentre risalivo i gradini di casa, sentivo questa sagoma gialla, canticchiar felicemente: ... andiamo a marinar queste belle alici care..." e non so come, ma sono scivolato in una strana nostalgia scolastica... boh!
Ma l'intenso profumo d'agrume che saliva dalla mia mano, mi ridestò subito.
Sì, andiamo a marinare le acciughe, risposi al limone.
Quella sera mangiai le acciughe al limone più buone del mondo!